Il fatto di cronaca
08.01.2026 - 14:54
La riapertura? È ancora un punto interrogativo. L’orizzonte indicato è “intorno alla metà di gennaio”, ma un calendario definitivo non c’è. E l’incertezza pesa. Lo sanno bene i cittadini che attendono risposte e lo sanno i lavoratori che, tra call e documenti digitalizzati, devono far convivere urgenze e limiti della operatività a distanza
L’ATTESA CHE PESA: IL CUORE AMMINISTRATIVO DI CAMPOBASSO RALLENTA
Diciotto giorni dopo l’incendio scaturito da un quadro elettrico al piano terra, agli uffici della Corte dei Conti di Campobasso e all’Ufficio scolastico regionale le porte restano chiuse. È l’8 gennaio 2026 e, mentre in via Garibaldi si susseguono tecnici e operai, una parte importante della macchina amministrativa molisana procede a velocità ridotta. È un’immagine emblematica: basta una scintilla, e un intero circuito istituzionale finisce in affanno. Quanto costa, in termini di servizi e fiducia, un blackout del genere?
# LA CRONACA DEI FATTI: DAL QUADRO ELETTRICO AL CANTIERE PERMANENTE
L’incendio, originato al piano terra dall’impianto elettrico, ha imposto il fermo immediato degli spazi condivisi dalla Corte dei Conti e dall’Ufficio scolastico regionale, in via Garibaldi. Da allora gli ambienti interessati sono diventati, di fatto, un cantiere: si lavora al ripristino degli impianti elettrici, alla messa in sicurezza e alla bonifica dei locali. Interventi tecnici, sì, ma anche psicologici e organizzativi: restituire normalità agli uffici significa restituire regolarità al controllo contabile e all’amministrazione della scuola sul territorio.
# LA DATA CHE SFUMA: RIAPERTURA INCERTA, IPOTESI METÀ GENNAIO
La riapertura? È ancora un punto interrogativo. L’orizzonte indicato è “intorno alla metà di gennaio”, ma un calendario definitivo non c’è. E l’incertezza pesa. Lo sanno bene i cittadini che attendono risposte e lo sanno i lavoratori che, tra call e documenti digitalizzati, devono far convivere urgenze e limiti della operatività a distanza. Il margine di attesa può essere questione di giorni, ma in un sistema che vive di scadenze e adempimenti, pochi giorni bastano a fare la differenza.
# SMART WORKING DI NECESSITÀ: QUASI CENTO DIPENDENTI DA REMOTO
Quasi un centinaio di lavoratori opera in smart working. Una soluzione di continuità, non una scelta opzionale. Se da un lato il lavoro da remoto consente di mantenere la rotta, dall’altro non tutte le attività possono essere sbrigate senza accesso fisico agli archivi, alle stanze, ai fascicoli. È il paradosso dell’amministrazione contemporanea: digitale quando possibile, analogica quando necessario. E così, resilienza e adattamento diventano parole d’ordine, ma con la consapevolezza che lo “stato d’emergenza” non può prolungarsi oltre il minimo indispensabile.
# LE FUNZIONI COINVOLTE: CONTROLLO CONTABILE E SCUOLA IN STAND-BY VIGILATO
La Corte dei Conti è un presidio di controllo e garanzia; l’Ufficio scolastico regionale coordina il sistema dell’istruzione sul territorio. La loro temporanea indisponibilità non equivale a paralisi, ma a una marcia più prudente. Per ridurre l’impatto, la segreteria dell’Ufficio scolastico regionale è stata provvisoriamente trasferita in un istituto scolastico del capoluogo molisano: una soluzione rapida, che sfrutta l’infrastruttura scolastica come approdo temporaneo. È un cambio di sede che, pur contenuto, racconta l’urgenza di ripristinare una base operativa stabile.
# DENTRO I LAVORI: IMPIANTI, SICUREZZA, BONIFICA
Cosa significa “ripristino” in un caso come questo? Significa, anzitutto, mettere mano agli impianti elettrici per garantire affidabilità e prevenzione. Significa messa in sicurezza: verifiche, certificazioni, controlli su materiali e percorsi di evacuazione. E significa bonifica dei locali, per rimuovere residui e contaminazioni che un rogo inevitabilmente lascia dietro di sé. Una catena di interventi che non ammette scorciatoie: riaprire senza aver completato l’intero percorso sarebbe come rimettere in moto un motore senza cambiare l’olio dopo un surriscaldamento.
# VIA GARIBALDI, ARCHITETTURA E TEMPI DELLA CITTÀ
Ogni città ha le sue arterie. Via Garibaldi, a Campobasso, ospita uffici e flussi di persone, è parte della geografia civile del capoluogo molisano. Vederla trasformata in un perimetro transennato ricorda quanto la dimensione urbana e quella istituzionale siano intrecciate. Le squadre al lavoro ci sono, la prospettiva di riaprire a metà gennaio pure. Ma la vera domanda è: basterà questo breve orizzonte per riallineare procedure, smaltire gli arretrati, rassicurare gli utenti?
# SERVIZI E PERCEZIONE: L’IMPATTO SILENZIOSO SUGLI UTENTI
In incidenti di questo tipo l’impatto non è rumoroso, è silenzioso. Non si vede in una coda allo sportello, bensì in un’email che tarda, in una pratica che richiede un passaggio in più, in una telefonata inevasa. La qualità del servizio pubblico si misura anche nella sua capacità di reggere l’urto dell’imprevisto. Campobasso, oggi, sta misurando questa resilienza: con lavoratori in smart working, con una segreteria scolastica riposizionata, con i tecnici che elevano lo standard di sicurezza prima di consegnare le chiavi.
# DOMANDE APERTE, PRIORITÀ CHIARE
Le priorità sono evidenti: completare gli interventi su impianti elettrici, chiudere la bonifica, testare la messa in sicurezza, restituire piena operatività agli uffici della Corte dei Conti e dell’Ufficio scolastico regionale. Quanto alla data, il riferimento alla metà di gennaio è la bussola del momento. Ma c’è una lezione che già ora appare nitida: la manutenzione non è un costo, è un’assicurazione sul funzionamento dell’amministrazione. E quando salta un quadro elettrico, non bruciano solo cavi; si surriscaldano aspettative, scadenze, fiducia.
# GUARDANDO ALL’8 GENNAIO 2026: LA FOTOGRAFIA DEL PRESENTE
Alla data dell’8 gennaio 2026 la fotografia è chiara: uffici ancora inagibili, quasi cento dipendenti da remoto, segreteria scolastica provvisoriamente trasferita in un istituto del capoluogo, lavori in corso su impianti elettrici, messa in sicurezza e bonifica. È un’agenda serrata, con un obiettivo concreto: riaprire senza compromessi sulla sicurezza. Perché una riapertura affrettata, oggi, sarebbe un errore che domani presenterebbe il conto.
# L’ORIZZONTE DI METÀ GENNAIO: TRA PRUDENZA E NECESSITÀ
Quando la riapertura coinciderà con la metà di gennaio, come ipotizzato, sarà il momento di fare i conti con ciò che l’interruzione ha comportato. Nel frattempo, la città osserva via Garibaldi con una attenzione nuova, come si fa con i luoghi che temporaneamente mancano. È un’assenza che fa rumore proprio perché, nel quotidiano, resta invisibile. E che, proprio per questo, ci ricorda quanto una scintilla – nel senso più letterale del termine – possa cambiare il ritmo di un’intera comunità amministrativa.
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