Il bilancio
20.01.2026 - 14:54
Accanto alla circolazione, il report illumina un fronte spesso silenzioso: l’ambiente e la sanità pubblica. Nel 2025 sono state istruite 425 pratiche di polizia ambientale e sanitaria, con 124 verbali amministrativi e sanzioni per 14.000,08 euro. La Polizia Locale di Termoli ha più che triplicato l’attività rispetto all’anno precedente (+200%).
Nel mosaico della vita urbana, i numeri sono come spie sul cruscotto: indicano, avvertono, a volte sorprendono. A Termoli, il report 2025 del Comando di Polizia Locale — presentato in occasione delle celebrazioni di San Sebastiano, patrono delle polizie locali — restituisce l’immagine di una città vigile su strada e più severa sull’ambiente. Mezzo milione di euro in sanzioni per violazioni al Codice della strada, zero incidenti mortali, un’impennata dell’attività di polizia ambientale: istantanee che, oltre a definire una tendenza, aprono una discussione civile su come conviviamo nello spazio pubblico, tra carreggiate, marciapiedi e aree comuni. È soltanto il rigore dei controlli o anche un cambio culturale? E soprattutto: come si trasforma un bilancio di dati in politiche capaci di migliorare davvero la qualità della vita?
IL QUADRO GENERALE: UNA CITTÀ SOTTO OSSERVAZIONE
Nel 2025 a Termoli sono state accertate 9.876 violazioni al Codice della strada, per un importo complessivo di 549.751,32 euro. Una media di oltre 27 sanzioni al giorno: un’onda lunga e costante che incide sul quotidiano di automobilisti e pedoni, ma anche sulle finanze pubbliche. Il numero fotografa un’attività sanzionatoria intensa, strumento classico — e spesso controverso — nella gestione della viabilità urbana. Per alcuni è deterrenza, per altri una spia di conflitto tra abitudini consolidate e regole di convivenza. È opportuno leggere questi dati come semplice rigore o come richiesta di più infrastrutture, più alternative al mezzo privato, più educazione stradale?
# SICUREZZA STRADALE: ZERO MORTI, UN SEGNALE DA NON DISPERDERE
Il capitolo incidenti parla chiaro: 96 sinistri rilevati nel corso dell’anno, 32 con feriti, nessuno mortale. È un traguardo simbolico, che merita rispetto e attenzione. Non è soltanto una cifra: è l’assenza di famiglie spezzate, un risultato che indica un terreno potenzialmente fertile per politiche “a incidente zero”. La domanda è quasi ovvia: come si consolida questo risultato? Tra controllo della velocità, moderazione del traffico nei quartieri, manutenzione della segnaletica e protezione degli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti), il margine di intervento resta ampio. L’esperienza insegna che l’effetto combinato tra enforcement e ingegneria urbana, unito a campagne di educazione mirate, è più solido della sola repressione.
# L’OFFENSIVA AMBIENTALE: +200% DI ATTIVITÀ E SANZIONI MIRATE
Accanto alla circolazione, il report illumina un fronte spesso silenzioso: l’ambiente e la sanità pubblica. Nel 2025 sono state istruite 425 pratiche di polizia ambientale e sanitaria, con 124 verbali amministrativi e sanzioni per 14.000,08 euro. La Polizia Locale di Termoli ha più che triplicato l’attività rispetto all’anno precedente (+200%). È un salto che parla di priorità. Che cosa c’è dietro? Sicuramente una crescita dei controlli e della consapevolezza: rifiuti abbandonati, uso improprio del suolo, inosservanze igieniche nelle attività. Le cifre delle sanzioni, modeste se paragonate a quelle stradali, suggeriscono tuttavia che l’obiettivo non sia il gettito, ma la conformità. È il passaggio dalla tolleranza diffusa alla custodia attenta del territorio: dalla “discarica di nessuno” all’“ambiente di tutti”.
## DOVE SI INTERVIENE: SUOLO, IGIENE, ORDINE DIFFUSO
L’attività ambientale si affianca a una vigilanza più ampia: tutela del patrimonio pubblico, controllo delle attività produttive e verifica dell’uso del suolo. Nel 2025 sono stati svolti 252 controlli su esercizi e attività economiche e 198 presenze di vigilanza in occasione di mercati, fiere ed eventi. È la trama minuta della sicurezza urbana, spesso invisibile: prevenzione più che repressione, presidio più che intervento d’urgenza. Una città ben regolata non si misura soltanto dal numero di multe, ma dalla qualità — e dalla percezione — dell’ordine quotidiano.
# LA MACCHINA AMMINISTRATIVA: IL “DIETRO LE QUINTE” DELLA LEGALITÀ
Ogni controllo sul campo ha un riflesso amministrativo. Il Comando ha gestito oltre 1.000 notifiche di atti giudiziari e amministrativi e 1.718 accertamenti di residenza; ha curato 256 ordinanze per cantieri stradali e 97 per manifestazioni ed eventi; ha prodotto pareri, nulla osta e provvedimenti in materia di trasporti, passi carrabili e armi. Non sono dettagli burocratici: sono nodi essenziali della vita civica. Un cantiere autorizzato e ben segnalato riduce i rischi e gli ingorghi; una manifestazione regolata con cura diventa festa e non caos; un passo carrabile correttamente rilasciato evita conflitti di vicinato. È l’amministrazione come infrastruttura invisibile che sostiene il funzionamento della città.
# ENTRATE DA SANZIONI: TRA NECESSITÀ E TRASPARENZA
Il tema dei 549.751,32 euro derivanti dalle sanzioni stradali resta sensibile. È risorsa per il Comune, ma non può essere percepita come un “modello di entrata”. Il nodo è la fiducia: come vengono impiegati questi fondi? La legge orienta una quota a sicurezza e manutenzioni; comunicarne chiaramente l’uso — segnaletica, attraversamenti sicuri, marciapiedi accessibili, educazione stradale nelle scuole — può trasformare una sanzione in investimento condiviso. Se l’automobilista vede il ritorno in sicurezza, accetta più facilmente l’idea che la regola protegge, non punisce.
# MOBILITÀ E QUALITÀ URBANA: L’EQUILIBRIO DA COSTRUIRE
Nove mila ottocentosettantasei violazioni in un anno sono anche la cartina di tornasole del rapporto tra cittadini e mobilità. Quanto incidono carenza di parcheggi, tempi dei trasporti pubblici, logistica dell’ultimo miglio? Senza eccedere in semplificazioni, ogni città che riduce le infrazioni lo fa unendo tre leve: alternative credibili all’auto, chiarezza delle regole, controlli equi e costanti. L’andamento degli incidenti (nessun mortale, 32 feriti su 96 sinistri) dice che Termoli ha una base solida su cui costruire un salto di qualità: più sicurezza negli attraversamenti, piste e corsie ciclabili continue, zone 30 nei quartieri residenziali più sensibili, tempi semaforici calibrati per pedoni e anziani. Piccoli interventi, grande impatto.
# AMBIENTE: DAL CONTROLLO ALLA CULTURA DELLA RESPONSABILITÀ
L’aumento del +200% dell’attività di polizia ambientale è un segnale forte. Ma perché sia duraturo serve affiancare alla sanzione una “pedagogia urbana” che coinvolga famiglie, scuole, imprese. Campagne mirate su raccolta e conferimento dei rifiuti, contrasto al littering, tutela delle aree verdi, norme igieniche per le attività alimentari: un investimento che moltiplica l’efficacia dei controlli. La cifra di 14.000,08 euro in sanzioni ambientali vale meno dell’effetto culturale di una città che considera degrado e abbandoni non “costi collaterali”, ma violazioni del patto civico.
# L’AGENDA CIVICA CHE EMERGE DAI DATI
Il report annuale non è un registro sterile: è un’agenda di lavoro. A Termoli, nel 2025, la Polizia Locale ha tenuto insieme presidio stradale, tutela ambientale e un’ampia attività amministrativa. Dal dossier emergono tre direttrici: - continuità nei controlli e manutenzione della sicurezza stradale, per consolidare l’obiettivo “zero morti”; - rafforzamento della filiera ambiente–sanità–suolo, con più supporto informativo agli utenti e verifiche puntuali sulle attività economiche; - trasparenza nell’utilizzo dei proventi delle sanzioni, per alimentare fiducia e legittimazione delle scelte. La città che esce da questi numeri è più attenta, forse più severa, certamente più esigente con sé stessa. La domanda finale è semplice quanto impegnativa: sapremo trasformare multe e verbali in meno rischi, meno degrado e più qualità dello spazio pubblico? La risposta non sta solo nei controlli, ma nella somma delle scelte di ciascuno, ogni giorno, all’incrocio tra regole e responsabilità.
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