Cerca

L'emergenza sanitaria

L'Asrem prende pediatri in prestito da Napoli per il Molise

L'Azienda sanitaria regionale molisana ha siglato un accordo di sei mesi con l’Asl Napoli 3 Sud di Torre del Greco per “l’acquisto di prestazioni specialistiche” in pediatria da impiegare presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso

Per la sanità molisana azzoppata l'Asrem cerca 8 ortopedici

L’attività di consulenza sarà articolata in turni mensili, concordati con il direttore del reparto di pediatria-neonatologia del Cardarelli. A garantire le prestazioni saranno medici specialisti dell’Asl Napoli 3 Sud, impegnati al di fuori del proprio orario di lavoro e comunque subordinatamente alle esigenze di servizio della loro azienda di appartenenza. L’impiego sarà quindi “a chiamata”, determinato in funzione delle necessità dell’Asrem.



CAMPOBASSO, PEDIATRIA IN AFFANNO: L’ACCORDO CHE PROVA A TAPPARE LA FALLA
Quanto può reggere un reparto di pediatria quando i medici non bastano più? La domanda, che rimbalza da nord a sud del Paese, a Campobasso ha trovato una risposta d’urgenza. L'Azienda sanitaria del Molise (Asrem) ha siglato un accordo di sei mesi con l’Asl Napoli 3 Sud di Torre del Greco per “l’acquisto di prestazioni specialistiche” in pediatria da impiegare presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso. Una misura straordinaria, varata per fronteggiare quella che Asrem definisce “persistente gravissima carenza di medici specialisti” negli ospedali regionali, “nonostante l’attivazione di tutte le previste procedure concorsuali per il reperimento di personale medico”. In altre parole, quando i concorsi non portano camici in reparto, si chiede aiuto altrove. E lo si fa in fretta, perché l’assistenza pediatrica — tra pronto soccorso, reparti di degenza e neonatologia — non può rallentare.

# CHE COSA PREVEDE LA CONVENZIONE TRA ASREM E ASL NAPOLI 3 SUD
Il meccanismo è chiaro e scandito da vincoli operativi. L’attività di consulenza sarà articolata in turni mensili, concordati con il direttore del reparto di pediatria-neonatologia del Cardarelli. A garantire le prestazioni saranno medici specialisti dell’Asl Napoli 3 Sud, impegnati al di fuori del proprio orario di lavoro e comunque subordinatamente alle esigenze di servizio della loro azienda di appartenenza. L’impiego sarà quindi “a chiamata”, determinato in funzione delle necessità dell’Asrem. Una forma di collaborazione interaziendale che consente, nell’immediato, di coprire i buchi di organico e stabilizzare la presenza di specialisti in corsia. Non si tratta di un trasferimento di personale, né di una mobilità definitiva: è un “ponte” temporaneo, con durata fissata a sei mesi, che punta a garantire la continuità dei servizi essenziali al Cardarelli di Campobasso.

# PERCHÉ I CONCORSI NON BASTANO: LE RAGIONI DELLA CARENZA
La nota dell’Asrem è esplicita: le procedure concorsuali sono state attivate, ma non risolvono la “persistente gravissima carenza”. Perché? Le cause, note agli addetti ai lavori, si sommano come tessere di un mosaico complesso: - squilibrio tra fabbisogno e disponibilità di specialisti in pediatria, con molte sedi periferiche meno attrattive; - invecchiamento del personale e pensionamenti ravvicinati che accelerano i vuoti in organico; - concorsi spesso deserti nelle aree più piccole, dove pesano carichi di guardia, minori opportunità di carriera e difficoltà logistiche; - tempi lunghi tra formazione e immissione in servizio, che non sempre colmano i vuoti nell’immediato. È un fenomeno che non riguarda solo il Molise, ma l’intero sistema sanitario. Tuttavia, in regioni con bacini demografici ridotti, ogni carenza pesa di più: basta l’assenza di pochi professionisti per mettere in tensione l’intero reparto.

# COSA CAMBIA AL CARDARELLI PER BAMBINI E FAMIGLIE
Che impatto può avere la convenzione sull’assistenza quotidiana? In una parola: stabilità. L’arrivo di consulenti dall’Asl Napoli 3 Sud di Torre del Greco, in turni programmati con la direzione di pediatria-neonatologia del Cardarelli, punta a: - rafforzare la presenza in reparto nei momenti critici; - assicurare la copertura dei turni, inclusi i festivi e la notte, laddove necessario; - ridurre i rischi di sospensione temporanea di servizi pediatrici o neonatologici. Per le famiglie, la differenza si misura nella continuità dell’offerta: sapere che il reparto può contare su specialisti, anche se in convenzione, significa mantenere sul territorio prestazioni che altrimenti rischierebbero di essere dirottate altrove, con disagi e tempi più lunghi.

# LE INCOGNITE OPERATIVE: CONTINUITÀ, QUALITÀ, SOSTENIBILITÀ
Ogni soluzione-ponte porta con sé interrogativi. Affidarsi a medici che operano “fuori orario di lavoro” e subordinatamente alle esigenze della loro azienda di appartenenza richiede un’attenta regia organizzativa. Le domande — legittime — sono due: quanto è sostenibile nel tempo per i professionisti coinvolti? E come si garantisce la piena integrazione con l’équipe residente?

## TURNI FUORI ORARIO: OPPORTUNITÀ E RISCHI
La formula aumenta la flessibilità e permette di attivare rapidamente competenze dove servono. Ma la sostenibilità va misurata: i carichi di lavoro, la gestione della fatica e il coordinamento con le attività “ordinarie” dell’Asl Napoli 3 Sud sono variabili da monitorare per evitare un effetto boomerang sul fronte della qualità e della sicurezza.

## LA GOVERNANCE CLINICA E I PROFILI DI RESPONSABILITÀ
Turni mensili concordati con il direttore di pediatria-neonatologia del Cardarelli favoriscono l’allineamento clinico e organizzativo. Resta però cruciale la standardizzazione di protocolli, la condivisione delle informazioni e la chiarezza dei ruoli tra personale interno e consulenti esterni. In pediatria e neonatologia, la continuità di cura e la conoscenza del piccolo paziente contano: il “filo rosso” della presa in carico va preservato con attenzione.

### LE LEVE PER USCIRE DALL’EMERGENZA
Sei mesi sono un tempo utile a respirare, non a riscrivere l’assetto. Quali mosse possono consolidare il fronte pediatrico nel medio periodo? - Incentivi di sede e carriere attrattive per portare specialisti stabili a Campobasso e negli ospedali regionali. - Programmazione più aderente al fabbisogno, con bandi tempestivi e percorsi di inserimento rapidi. - Reti interregionali strutturate per la pediatria e la neonatologia, così da condividere competenze oltre l’emergenza. - Innovazione organizzativa: teleconsulenze, rotazioni programmate, équipe miste che uniscano stabilità locale e supporto esterno.

# UN LABORATORIO INTERREGIONALE: IL SEGNALE CHE PARTE DA CAMPOBASSO E TORRE DEL GRECO
La convenzione tra Asrem e Asl Napoli 3 Sud — tra Campobasso e Torre del Greco — racconta anche un altro aspetto: la capacità del sistema pubblico di fare rete quando serve. È un modello? Può diventarlo, se accompagnato da una visione di lungo periodo. Le convenzioni, da sole, non risolvono lo squilibrio strutturale; ma possono guadagnare tempo prezioso, proteggendo i servizi pediatrici e neonatologici mentre la programmazione prova a colmare i vuoti. La fotografia scattata il 22 gennaio 2026 dall’Ansa fissa un presente complicato e una scelta pragmatica: usare tutti gli strumenti disponibili per tenere i reparti aperti. La domanda, a questo punto, è dove vogliamo essere tra sei mesi. Se la risposta è “in un reparto più robusto”, allora l’urgenza di oggi dovrà farsi progetto: dal Cardarelli di Campobasso al resto del Molise, l’obiettivo resta lo stesso, garantire ai bambini e alle loro famiglie un’assistenza continua, competente e vicina. Perché, in sanità, le soluzioni temporanee servono; ma è la stabilità che fa la differenza.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione