La protesta
05.02.2026 - 14:34
Il giudice del Tribunale di Campobasso, ha rigettato l'istanza della difesa, negando in prima battuta sia la scarcerazione sia l'applicazione di una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari.
Le indagini della Sezione Specializzata della Squadra Mobile avevano evidenziato come l'indagato maltrattasse moglie e figlio di soli 7 anni, considerandoli "proprietà" personale. Resta in carcere il cinquantenne campobassano arrestato lo scorso 28 gennaio per maltrattamenti in ambito familiare. Nel frattempo, nel carcere di via Cavour, dove l'uomo è detenuto, è iniziato il suo sciopero della fame e della sete. Una protesta, spiegata dallo stesso indagato, tramite il suo legale difensore, l'avvocato Silvio Tolesino: ''Come reazione a una misura ritenuta sproporzionata''. Il giudice del Tribunale di Campobasso, ha rigettato l'istanza della difesa, negando in prima battuta sia la scarcerazione sia l'applicazione di una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari. Alla base della decisione del magistrato, secondo quanto emerso, vi è anche la valutazione dei precedenti penali. Di qui la decisione assunta dal Gip, che ha così confermato l'impianto cautelare già disposto nelle scorse settimane.
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