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Anziani soli tra costi in aumento e sanità: perché il Molise è un campanello d’allarme

La Uil Pensionati Molise chiede “il miglioramento dell’accesso alle cure sanitarie e ai servizi territoriali, la riduzione dei tempi di attesa e dei costi a carico degli anziani”

pensioni basse e credito al consumo in molise: l’allarme della uil e le scelte possibili

Nei piccoli centri lontani dai capoluoghi, l’anziano solo affronta un triplo ostacolo: distanza dai servizi, carenza di trasporti, rete sociale indebolita

Si può sopravvivere di rinunce? È la domanda che rimbalza dalla voce degli anziani del Molise, spesso soli, sempre più spesso costretti a chiedere un prestito per pagare esami diagnostici, farmaci, bollette. La fotografia scattata dalla Uil Pensionati Molise è nitida, quasi implacabile: “in Molise molti pensionati vivono con meno di 1.000 euro al mese”, una soglia che si trasforma in linea d’ombra quando il carovita morde e le spese sanitarie diventano inevitabili. Non è un racconto astratto: è il ritratto di una popolazione fragile, che la segretaria generale Tecla Boccardo descrive così: “la popolazione anziana è sempre più sola e vulnerabile dal punto di vista economico… è inaccettabile che una persona anziana debba indebitarsi per sopravvivere”.

PENSIONI E CREDITO: LA NUOVA TRINCEA DEGLI ANZIANI MOLISANI
L’intreccio tra pensioni basse e ricorso al credito al consumo non è un accidente statistico; è il sintomo di un equilibrio domestico sempre più precario. La Uil Pensionati Molise segnala un ricorso crescente al prestito non per beni voluttuari, ma per far fronte a spese essenziali: cure, diagnostica, farmaci, utenze, manutenzioni urgenti dell’abitazione. In altre parole, il conto della vita quotidiana. È un crinale sottile e pericoloso: la rata mensile diventa il tappo provvisorio su un vaso di spese rimandate, ma a lungo andare può trasformarsi in una trappola finanziaria. “la solitudine amplifica la povertà e la povertà accentua la solitudine”, osserva ancora Boccardo. Un circolo vizioso che, nelle aree interne e nei piccoli comuni del Molise profondo, da Campobasso a Isernia e oltre, si fa ancora più stretto: servizi rari, reti familiari sottili, costi di mobilità più alti e un’offerta sanitaria percepita come distante alimentano la spirale.

# IL DATO CHE PESA: 29,5% A RISCHIO, OLTRE IL 6% IN POVERTÀ ASSOLUTA
Il quadro non si regge solo su sensazioni. I dati Istat citati dalla Uil Pensionati fotografano un’Italia in cui il 29,5% degli over 65 che vivono soli è a rischio povertà o esclusione sociale e dove la povertà assoluta supera il 6%. Numeri che, nelle parole dell’organizzazione sindacale, raccontano “una realtà fatta di rinunce, isolamento e crescente vulnerabilità sociale”. È qui che la soglia dei 1.000 euro mensili diventa una frontiera simbolica e materiale: con inflazione elevata negli ultimi anni e tariffe energetiche ancora altalenanti, quella cifra, un tempo sufficiente, oggi non regge l’urto di spese improvvise. C’è un dettaglio spesso sottovalutato: la struttura dei consumi degli anziani è rigida. Farmaci, visite, utenze e alimentari incidono più di altri capitoli. Quando il carrello della spesa cresce e la bolletta non arretra, i margini scompaiono. E quando i tempi d’attesa per prestazioni essenziali si allungano, scegliere il privato “per fare prima” non è lusso: è necessità che si paga a caro prezzo.

# SANITÀ E LISTE D’ATTESA: QUANDO CURARSI DIVENTA UN DEBITO
La Uil Pensionati Molise chiede “il miglioramento dell’accesso alle cure sanitarie e ai servizi territoriali, la riduzione dei tempi di attesa e dei costi a carico degli anziani”. Il collegamento con il credito è diretto. Se il sistema non riesce a garantire tempestività, l’alternativa diventa la sanità a pagamento, spesso finanziata con un prestito. Può un Paese accettare che un ecodoppler o una risonanza si trasformino in una rata mensile? La risposta, sul piano etico prima ancora che economico, è no. È qui che l’efficacia dei servizi di prossimità fa la differenza. Dalla medicina territoriale al rafforzamento dell’assistenza domiciliare, fino alla telemedicina e alle unità mobili nelle aree interne: ogni chilometro in meno da percorrere, ogni giorno in meno da attendere, è un euro in meno di interesse pagato su un credito al consumo.

# AREE INTERNE E ISOLAMENTO: IL CORTOCIRCUITO DEL MOLISE PROFONDO
Il Molise, regione a forte invecchiamento, conosce bene l’effetto domino dell’isolamento. Nei piccoli centri lontani dai capoluoghi, l’anziano solo affronta un triplo ostacolo: distanza dai servizi, carenza di trasporti, rete sociale indebolita. La Uil Pensionati Molise propone “il potenziamento dei servizi sociali di prossimità nei piccoli comuni e nelle aree interne e la promozione di reti di supporto contro l’isolamento”. È un investimento che non si misura solo in euro, ma in prevenzione: più assistenza e più comunità significano meno accessi in pronto soccorso, meno ricoveri evitabili, meno spese straordinarie che finiscono sulla carta di credito. Un esempio concreto? Un servizio comunale di “case manager” per gli over 75 soli, capace di orientare tra ticket, pratiche, prestazioni domiciliari e aiuti economici, vale quanto un aumento di pensione in termini di capacità di spesa “effettiva”. La spesa sociale, qui, agisce come una leva che moltiplica l’efficacia del reddito.

# ADEGUATEZZA DELLE PENSIONI: PEREQUAZIONE E MISURE MIRATE
La prima leva resta il reddito. La Uil Pensionati Molise chiede “il rafforzamento dell’adeguatezza delle pensioni per garantire un reddito sufficiente a vivere con dignità”. In termini concreti, significa intervenire su due piani: rendere più efficace la perequazione automatica, che tutela il potere d’acquisto dall’inflazione, e varare misure mirate per i trattamenti più bassi, specie per chi vive solo e in affitto. La finanza pubblica non è un pozzo senza fondo, e l’equilibrio di lungo periodo del sistema previdenziale va preservato. Ma anche qui la scelta è tra costi oggi e costi domani: i risparmi di bilancio ottenuti comprimendo le pensioni minime rischiano di scaricarsi su spesa sanitaria e sociale in forme più onerose. Uno strumento praticabile è un’integrazione selettiva per gli over 75 soli con pensione inferiore a una certa soglia, ancorata all’indicatore dei prezzi dei consumi “senza energia”, per attenuare la volatilità. In parallelo, un rafforzamento delle detrazioni su farmaci, dispositivi medici e visite specialistiche può liberare risorse nel bilancio familiare senza alimentare il ricorso al credito.

## IL NODO DEL CREDITO AL CONSUMO: TASSI, TUTELE, PREVENZIONE
Se il credito diventa inevitabile per una parte crescente di anziani, allora servono corridoi protetti. Accordi territoriali con banche e intermediari per microprestiti sociali a tassi calmierati, con assicurazioni sul rischio salute e formule di rientro flessibili, ridurrebbero l’esposizione a prodotti più costosi. L’educazione finanziaria, condotta nei centri anziani o attraverso i Caf, può fare la differenza tra una rata sostenibile e una spirale di indebitamento. C’è poi una battaglia culturale da combattere: chiedere aiuto prima che il problema esploda. Un numero verde regionale, sportelli itineranti nelle aree interne, convenzioni per lavori urgenti di manutenzione domestica con pagamenti dilazionati e trasparenti: prevenire l’“urgenza cara” significa tagliare all’origine gli interessi più salati.

## MISURARE PER INTERVENIRE: SERVONO DATI GRANULARI
Le percentuali nazionali raccontano una storia, ma gli interventi efficaci nascono da dati locali. Un osservatorio regionale su povertà anziana e servizi, con indicatori per comune e per tipologia di nucleo (single, coppie con più di 75 anni, invalidità), aiuterebbe a concentrare risorse dove l’intreccio tra reddito basso e isolamento è più fitto. Misurare non è un esercizio accademico: è la bussola per evitare che gli interventi si disperdano.

# “LA DIGNITÀ NON È NEGOZIABILE”: L’AGENDA MINIMA PER IL MOLISE
Il filo rosso dell’appello è tutto nelle parole di Tecla Boccardo: “la dignità non è negoziabile… e non può essere subordinata alla possibilità di accendere un prestito. gli anziani hanno lavorato una vita intera: meritano sicurezza, assistenza e rispetto”. Da qui un’agenda minima, che riprende le priorità indicate dalla Uil Pensionati Molise: - rafforzare le pensioni più basse, con perequazione efficace e misure mirate per i soli; - migliorare l’accesso alle cure, riducendo tempi e costi a carico degli anziani; - potenziare i servizi sociali di prossimità nei piccoli comuni e nelle aree interne; - promuovere reti di supporto contro l’isolamento. È un programma che chiede realismo e ambizione. Realismo, perché le risorse non sono infinite e l’equilibrio previdenziale conta. Ambizione, perché un Paese si misura anche da come protegge chi ha più bisogno. Se i nostri anziani devono accendere un prestito per una visita o per tenere accesa la luce d’inverno, il conto non torna. E non è soltanto aritmetica: è una questione di civiltà.

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