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Il caso

Colpo di scena per la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita: sono state uccise

Tracce di ricina nel sangue: è questa la svolta che rimette in moto l’inchiesta sulla morte di mamma e figlia di Pietracatella, avvenuta subito dopo Natale all'ospedale Cardarelli di Campobasso

Sette ore di autopsia sui corpi delle donne morte a Campobasso: i nomi dei medici indagati e gli alimenti sequestrati

Non si è trattata, quindi, di intossicazione alimentare a causare il decesso di Sara, 15 anni, e della mamma Antonella, di 50 anni. La Procura di Campobasso ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti.

Un cambio di prospettiva radicale, che obbliga a riconsiderare ogni tassello: i pasti consumati in casa a Pietracatella, la cronologia dei sintomi, i reperti alimentari sequestrati e perfino ciò che, colpevolmente o fatalmente, è finito nella raccolta dell’umido prima dei controlli. Chi ha potuto procurarsi un veleno del genere? E come lo avrebbe somministrato, con quale tempistica e intenzione? Domande che suonano come fendenti in un’indagine che, da oggi, non è più un semplice giallo tossicologico ma una possibile trama di premeditazione. Gli accertamenti eseguiti al Centro Antiveleni Maugeri di Pavia e al Policlinico di Bari hanno rilevato tracce di ricina nel sangue. È il dato che orienta la Procura di Campobasso verso la pista dell’avvelenamento e, dunque, dell’omicidio premeditato. 

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