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Il Molise attiva percorsi quadriennali nella filiera tecnologico-professionale: cosa cambia per studenti e imprese

È la scuola che rincorre il lavoro o il lavoro che bussa alle porte della scuola? In Molise, la risposta prova a essere sincrona: con un decreto firmato dalla direttrice generale Mirella Nappa, l’Ufficio scolastico regionale del Molise ha autorizzato l’attivazione di nuovi percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale per l’anno scolastico 2026-2027

Molise attiva percorsi quadriennali nella filiera tecnologico-professionale: cosa cambia per studenti e imprese

Mirella Nappa

Un passaggio che si inserisce nel quadro nazionale di riforma dell’istruzione tecnica e professionale e che punta con decisione a rafforzare il raccordo tra scuola, territorio e mondo del lavoro.



DAL LABORATORIO ALLA VIGNA: IL MOLISE ACCELERA SULLA FORMAZIONE TECNICA
È la scuola che rincorre il lavoro o il lavoro che bussa alle porte della scuola? In Molise, la risposta prova a essere sincrona: con un decreto firmato dalla direttrice generale Mirella Nappa, l’Ufficio scolastico regionale del Molise ha autorizzato l’attivazione di nuovi percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale per l’anno scolastico 2026-2027. La comunicazione, diffusa da Campobasso il 15 gennaio 2026, delinea un passaggio che si inserisce nel quadro nazionale di riforma dell’istruzione tecnica e professionale e che punta con decisione a rafforzare il raccordo tra scuola, territorio e mondo del lavoro. Settori strategici, tempi certi, obiettivi concreti: agraria ed enologia; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi socio-sanitari; amministrazione, finanza e marketing. Un mosaico che riflette le vocazioni produttive regionali e la domanda di competenze che attraversa le province di Campobasso e Isernia, dove saranno coinvolti istituti statali e paritari. Ma il via effettivo resta condizionato: l’attivazione dipenderà dal numero di iscrizioni e dalle dotazioni organiche disponibili. Un vincolo realistico, che spinge a interrogarsi su come renderà sostenibile, capillare ed efficace questa novità.

# CHE COSA PREVEDE IL DECRETO: INDIRIZZI E TERRITORI
Non si tratta di una semplice riorganizzazione dell’offerta. I percorsi autorizzati mirano a costruire una “cerniera” stabile tra aula e impresa, laboratorio e filiera produttiva. Nella mappa regionale, i nuovi quadriennali toccano ambiti a forte impatto territoriale: - agraria ed enologia, cuore della trasformazione agroalimentare; - enogastronomia e ospitalità alberghiera, leva di un turismo che chiede qualità; - servizi socio-sanitari, frontiera cruciale per comunità che evolvono demograficamente; - amministrazione, finanza e marketing (AFM), motore trasversale di gestione e competitività. La geografia dell’attivazione è duplice e bilanciata: Campobasso e Isernia sono i poli di riferimento, con istituti statali e paritari chiamati a disegnare progetti coerenti e attrattivi. Tempistica chiara: start previsto dal 2026-2027, una finestra che consente a scuole, famiglie e imprese di prepararsi con anticipo.

# LA CORNICE NAZIONALE: LA FILIERA TECNOLOGICO-PROFESSIONALE E IL QUADRIENNIO
Dentro quale contesto si colloca la scelta molisana? La “filiera formativa tecnologico-professionale” è il disegno nazionale che punta a integrare la formazione tecnica e professionale, rendendola più flessibile, pratica e allineata ai fabbisogni reali dei territori. I percorsi quadriennali sono l’architrave di questa impostazione: quattro anni per acquisire competenze spendibili, con una maggiore densità laboratoriale e un orientamento marcato alla transizione scuola-lavoro. Il principio è semplice: superare la tradizionale distanza tra saperi e saper fare, accorciando i tempi di formazione senza sacrificare la qualità. Una “officina” educativa che si muove al passo delle tecnologie e dei processi produttivi, valorizzando l’apprendimento in contesti concreti e il dialogo con le imprese. Un modello pensato per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, indirizzando gli studenti verso percorsi professionalizzanti con prospettive chiare.

# PERCHÉ QUESTI INDIRIZZI PARLANO AL MOLISE
La selezione degli ambiti non è casuale. Agraria ed enologia incrociano un patrimonio agricolo e vitivinicolo che chiede competenze aggiornate in coltivazione, trasformazione e sostenibilità. Enogastronomia e ospitalità intercettano il potenziale di un turismo identitario, fatto di paesaggi, borghi e produzioni locali, dove la qualità del servizio è fattore competitivo. I servizi socio-sanitari rispondono a una domanda crescente di assistenza, prevenzione, prossimità. AFM è l’infrastruttura gestionale delle piccole e medie imprese, chiamate ogni giorno a misurarsi con mercati, norme, digitalizzazione. È una scommessa sul capitale umano: fornire ai giovani strumenti moderni per restare, tornare o attrarre. In altri termini, trasformare la formazione in una politica industriale diffusa, capace di irrobustire le filiere locali e di mantenerle ancorate al territorio.

## VANTAGGI ATTESI: FLESSIBILITÀ, COMPETENZE, OCCUPABILITÀ
Se la bussola è il raccordo con il lavoro, i benefici attesi sono tre: - maggiore flessibilità didattica: programmi calibrati sulle competenze richieste dal tessuto produttivo; - più innovazione in laboratorio: tecniche, strumenti, processi aggiornati, con attenzione a sicurezza, qualità e sostenibilità; - occupabilità più alta: profili formati su bisogni reali, pronti a inserirsi in aziende, servizi e reti del territorio. La logica dei quadriennali riduce i tempi senza ridurre le ambizioni: l’orizzonte è una transizione rapida, ma solida, dalla scuola alle professioni. Una sintesi che, se ben condotta, può accelerare l’ingresso nel lavoro e minimizzare i passaggi a vuoto.

## LE INCOGNITE: NUMERI, ORGANICI, ORIENTAMENTO
C’è però una condizione che pesa come un promemoria. L’attivazione è subordinata al numero di iscrizioni e alle dotazioni organiche. Tradotto: senza masse critiche e senza personale adeguato i percorsi non partono o partono a macchia di leopardo. Serve una regia attenta, che faccia leva su: - orientamento tempestivo e credibile, per aiutare le famiglie a scegliere; - alleanze con le realtà produttive, per rendere visibile l’utilità dei percorsi; - pianificazione delle risorse, per evitare classi affollate o, al contrario, sezioni troppo esigue. È qui che si gioca la differenza tra un’ottima idea e un’ottima realizzazione.

# UNA SCELTA A QUATTRO ANNI: OPPORTUNITÀ O SPECIALIZZAZIONE PRECOCE?
Anticipare la specializzazione comporta un interrogativo legittimo: a 14 anni si è pronti a selezionare un indirizzo così mirato? I quadriennali rispondono puntando su competenze trasversali (metodo, problem solving, cittadinanza digitale) insieme a quelle tecnico-professionali. La chiave sta nell’equilibrio. Se l’impianto didattico garantisce basi solide e margini di riallineamento, la scelta non diventa gabbia ma trampolino. Il rischio? Che l’offerta non sia sufficientemente permeabile e che un eventuale cambio di rotta comporti costi e tempi eccessivi. Per evitarlo, occorrono passerelle e riconoscimento dei crediti formativi che rendano il sistema davvero flessibile.

# COSA SUCCEDE ADESSO: TEMPI, ISCRIZIONI, PROSSIMI PASSI
Con l’orizzonte fissato al 2026-2027, la fase decisiva è l’oggi. Le scuole del Molise, tra Campobasso e Isernia, sono chiamate a presentare percorsi chiari, con obiettivi, metodologie e collegamenti col territorio esplicitati. Le famiglie devono poter valutare con informazioni complete: open day, materiali descrittivi, esempi di sbocchi professionali. Le imprese, dal canto loro, hanno l’occasione di contribuire con testimonianze, disponibilità ad accogliere studenti in contesti reali e suggerimenti sui fabbisogni emergenti. È un puzzle che si compone se tutti gli attori vedono nella filiera tecnologico-professionale non una “sperimentazione” episodica, ma una nuova normalità: una scala mobile tra formazione e lavoro, su cui salire e ridiscendere per aggiornarsi.

### UNA DOMANDA CRUCIALE PER IL TERRITORIO: SAPRÀ FARE RETE?
La risposta non si trova in un decreto, ma nella capacità di progettare insieme. Il Molise ha l’opportunità di trasformare i nuovi quadriennali in un marchio di qualità territoriale: vigneti che dialogano con i laboratori, cucine didattiche che ispirano l’accoglienza, servizi alla persona che mettono al centro la dignità, amministrazioni d’impresa che presidiano la modernizzazione. La riforma nazionale offre la cornice; l’Ufficio scolastico regionale, con il decreto firmato da Mirella Nappa il 15 gennaio 2026, dà il primo impulso. La differenza la faranno le scelte di studenti e famiglie, la responsabilità delle scuole, la lungimiranza delle imprese. In definitiva, non si tratta solo di accorciare di un anno il percorso, ma di allungare l’orizzonte delle possibilità. Sarà questa la misura del successo per l’anno scolastico 2026-2027 e oltre, tra Campobasso e Isernia, nel cuore di un Molise che scommette sulla formazione come motore di sviluppo.

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