L'analisi
20.02.2026 - 14:40
"In una logica in cui le banche puntano solo a massimizzare i profitti, piuttosto che guadagnare poco preferiscono tagliare i legami con i territori meno produttivi e concentrarsi su quelli più ricchi. Su questo dovrebbe esserci un intervento forte da parte dalla politica", esorta il rappresentante sindacale.
Abruzzo e Molise, rispettivamente con -0,8% e -2,2% sono entrambe nella parte negativa della classifica per quanto riguarda il credito alle imprese. Lo afferma la Fisac Cgil Abruzzo Molise, analizzando i dati contenuti in uno studio della Cgia di Mestre, secondo cui a livello nazionale il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere nel 2025. Il dato abruzzese è a sua volta disomogeneo, con forti differenze tra le province, sottolinea il sindacato. Da un lato la provincia di Chieti, che conserva un certo numero di aziende di dimensioni rilevanti, dove il credito è aumentato dell'1,9%. Dall'altro tutte le altre: L'Aquila -2,1%, Teramo 1,9%, Pescara -1,8%. Differenze anche per le due province molisane: se Campobasso mostra un calo molto accentuato (-4,2%), Isernia fa rilevare un miglioramento dell'1,3%. "Lo studio - afferma il segretario Fisac Cgil Abruzzo Molise, Luca Copersini - evidenzia per il 2025 un aumento della richiesta di credito, sia per le imprese medio grandi, sia per le imprese piccole. Questo vuol dire che, per le piccole imprese, si riduce la percentuale di richieste che vengono accolte dalle banche. Perché succede questo? Abbiamo più volte lanciato l'allarme sulla chiusura degli sportelli, che vede Abruzzo e Molise fra le regioni più penalizzate in Italia. La mancanza di presidio sul territorio penalizza soprattutto le imprese di dimensioni minori. In generale, concedere credito ad imprese piccole presenta minore redditività a causa dell'incidenza dei costi fissi e della necessità di effettuare maggiori accantonamenti percentuali. In una logica in cui le banche puntano solo a massimizzare i profitti, piuttosto che guadagnare poco preferiscono tagliare i legami con i territori meno produttivi e concentrarsi su quelli più ricchi. Su questo dovrebbe esserci un intervento forte da parte dalla politica". "La Cgil Abruzzo Molise, unitamente con Cisl e Uil, si è fatta promotrice della costituzione di un Osservatorio regionale sul Credito in Abruzzo, la cui attività al momento non è andata oltre gli incontri preliminari. Analoga iniziativa è stata avviata in Molise, dove l'Osservatorio deve essere ancora costituito. E' necessario invertire questa tendenza - conclude il segretario - che a lungo andare finirà per danneggiare gli stessi istituti bancari".
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