Il fatto politico
16.01.2026 - 15:01
Da Palazzo San Giorgio è quindi partita la richiesta formale di sostegno alla Regione, con la trasmissione dell’intera documentazione. La scommessa è chiara: l’assist della Regione può trasformare un progetto sulla carta in un cantiere reale. Senza quel supporto, la palla rischia di restare a centrocampo, con il cronometro che corre.
Può uno stadio raccontare l’ambizione di una città e, allo stesso tempo, i suoi limiti? A Campobasso, la risposta suona come un colpo al volo ben assestato, ma senza la potenza decisiva: la giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la ristrutturazione e l’aumento di capienza dello stadio Avicor Molinari, casa del Campobasso Calcio, oggi in Lega Pro, girone B. È il primo passo di un’azione che guarda al futuro del club e della città. Eppure i numeri, quelli sì, fermano l’entusiasmo sulla linea di porta: l’intervento vale 3,3 milioni di euro, mentre nelle casse comunali ci sono al momento circa 810 mila euro. Il resto? Per ora, un corridoio da percorrere verso la Regione Molise. Secondo quanto riportato il 16 gennaio 2026 (ore 12:39) dalla redazione Ansa, il via libera dell’amministrazione è pieno sul piano progettuale, ma la coperta finanziaria è corta: l’opera non trova copertura nel bilancio dell’esercizio in corso e, di conseguenza, non può entrare nel piano triennale delle opere pubbliche. Da Palazzo San Giorgio è quindi partita la richiesta formale di sostegno alla Regione, con la trasmissione dell’intera documentazione. Un passaggio obbligato, che apre una fase diversa: quella in cui il progetto dovrà convincere non solo per merito, ma anche per sostenibilità.
UN PROGETTO TRA AMBIZIONE E REALTÀ
L’Avicor Molinari non è un semplice impianto: è lo snodo di un’identità sportiva che negli ultimi anni ha ritrovato voce e pubblico. L’idea di ristrutturare e ampliare la capienza intercetta due direttrici chiare: migliorare la fruibilità e adeguare lo stadio agli standard competitivi e di sicurezza richiesti dal calcio professionistico, con benefici economici che — in linea teorica — passano da più biglietti venduti a una migliore offerta per partner e sponsor. Che cosa significa, in concreto, “ristrutturazione e aumento di capienza”? In progetti analoghi, la mappa degli interventi include spesso il rifacimento dei settori, la sostituzione dei seggiolini, il miglioramento dei varchi e dei percorsi, l’adeguamento dell’illuminazione, la revisione dei servizi per tifosi e addetti ai lavori. Non sappiamo, allo stato, quali lavorazioni puntuali siano previste a Campobasso: il documento approvato è un progetto di fattibilità, il livello che quantifica i costi e tratteggia l’impianto degli interventi, stabilendo gerarchie e priorità.
IL NODO DEI CONTI: IL GAP DA 2,49 MILIONI
La cifra totale, 3,3 milioni di euro, è impegnativa per un’amministrazione locale. Con appena 810 mila euro disponibili, la distanza da colmare è di circa 2,49 milioni. È questa, oggi, la vera area di rigore in cui si gioca la partita. La scelta di non inserire l’opera nel piano triennale delle opere pubbliche, data la mancanza di copertura, non è una frenata politica: è un vincolo tecnico-contabile. Senza coperture certe, il piano non può accogliere l’intervento. Tradotto dal burocratese: prima si trova la fonte di finanziamento, poi si mette la ristrutturazione in lista con un cronoprogramma definito. In termini calcistici, è come disegnare uno schema brillante alla lavagna, ma dover attendere il mercato per avere i giocatori giusti: il progetto c’è, la fattibilità è stata verificata, ma serve chi segni l’assegno decisivo.
PALAZZO SAN GIORGIO CHIAMA LA REGIONE MOLISE
Per questo l’amministrazione comunale ha inviato alla Regione Molise tutta la documentazione necessaria a richiedere un eventuale finanziamento. L’iter regionale, per consuetudine, valuta merito, priorità e coerenza con i programmi di investimento del territorio. È uno snodo delicato: il dossier Avicor Molinari dovrà dimostrare impatto sociale e sportivo, sostenibilità dei costi e capacità di generare valore. Non si tratta solo di calcio: si tratta di un’infrastruttura pubblica, con ricadute su aggregazione, sicurezza, vivibilità urbana. La scommessa è chiara: l’assist della Regione può trasformare un progetto sulla carta in un cantiere reale. Senza quel supporto, la palla rischia di restare a centrocampo, con il cronometro che corre.
EFFETTI SUL CAMPO: PUBBLICO, RICAVI, REPUTAZIONE
In Lega Pro, l’impianto conta quasi quanto l’undici titolare. Uno stadio più capiente e confortevole può ampliare la base dei tifosi allo stadio, migliorare l’esperienza delle famiglie, stimolare campagne abbonamenti più robuste, e accrescere l’appeal commerciale del club. Anche gli aspetti regolamentari pesano: i requisiti strutturali e di sicurezza sono una bussola per la tenuta del calendario e per la qualità dell’evento partita. C’è poi il capitolo reputazionale: una città che investe nel proprio stadio manda un messaggio di fiducia al sistema, attira attenzione e, in prospettiva, capitali. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio: rinviare gli interventi, quando già si è alla prova del professionismo, può rallentare la crescita, costringere a soluzioni tampone e comprimere la prospettiva di medio periodo.
# IL CONFRONTO CON ALTRI CASI: COSA INSEGNA L’ITALIA DEGLI STADI
In assenza di dettagli ulteriori, il perimetro resta quello delineato dal Comune. Ma l’esperienza nazionale suggerisce alcuni punti fermi: - il cofinanziamento multilivello (Comune-Regione) è prassi frequente per opere di media dimensione; - la progettazione anticipata, come avvenuto con il via libera al progetto di fattibilità, riduce tempi e incognite quando i fondi arrivano; - la chiarezza sugli obiettivi (capienza, sicurezza, servizi) facilita l’accesso alle risorse e la lettura del costo/beneficio. Il caso Campobasso si colloca in questo solco: un’iniziativa matura sul piano tecnico, alla ricerca della sponda finanziaria per chiudere il cerchio.
# IL CANTIERE DEI POSSIBILI EQUILIBRI FINANZIARI
Senza inventare cifre che non ci sono nei documenti, vale ricordare che, in genere, il mosaico delle risorse può comporsi con: - trasferimenti regionali in conto capitale; - rimodulazioni interne di bilancio su esercizi successivi, una volta acquisita la copertura esterna; - eventuali strumenti di partenariato pubblico-privato, laddove esista una convenienza reciproca e una catena di ricavi dimostrabile. Ogni strada ha tempi, costi e complessità diverse. L’essenziale, per Campobasso, è non disperdere il valore del lavoro progettuale già compiuto e mantenere la linea del fuorigioco ben allineata: governance chiara, iter trasparenti, comunicazione efficace con tifosi e cittadinanza.
# TEMPI E RISCHI: LA VARIABILE CHE PESA
Senza coperture, non si entra nel piano triennale delle opere pubbliche: significa che, oggi, non c’è un cronoprogramma ufficiale. Il rischio è un rinvio a data da destinarsi, con possibili aggravi sui costi futuri per via dell’inflazione dei materiali o degli adeguamenti normativi. Dall’altro lato, l’approvazione del progetto di fattibilità mette Campobasso in posizione d’attesa attiva: appena si libera la corsia, si può accelerare verso la progettazione definitiva ed esecutiva.
## CHE COSA GUARDARE NELLE PROSSIME SETTIMANE
- il riscontro della Regione Molise sulla richiesta inviata da Palazzo San Giorgio; - l’eventuale indicazione di un cofinanziamento e delle percentuali di copertura; - la traduzione del progetto in atti programmatori, una volta chiuso il capitolo risorse; - gli effetti sul calendario degli interventi in relazione alla stagione sportiva.
# LO STADIO COME BENE COMUNE
Al netto di passioni e appartenenze, uno stadio moderno è un’infrastruttura civica. Significa sicurezza, ordine negli afflussi, servizi, spazi che funzionano. Significa anche dare un perimetro visibile alla volontà di crescere. Campobasso ha imboccato la strada giusta sul piano tecnico, fissando in 3,3 milioni l’orizzonte economico dell’opera e mettendo sul tavolo 810 mila euro pronti all’uso. Ora la palla è alla Regione Molise: il passaggio decisivo, l’assist che può cambiare il punteggio. Nel linguaggio del calcio, è la classica fase in cui la squadra costruisce bene ma deve capitalizzare. Il progetto Avicor Molinari è il cross teso in area. Arriverà l’inserimento giusto da fuori per segnare il gol che vale il cantiere?
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