L'accordo politico
23.01.2026 - 12:15
"Mi fa piacere che il ruolo istituzionale che ho ricoperto sia stato apprezzato anche all'interno di quest'Aula ha dichiarato Pallante dopo l'elezione continueremo a lavorare con la stessa determinazione e lo stesso indirizzo di questa prima parte della legislatura", la dichiarazione di Pallante.
Tutto come previsto nel vertice tenuto a Roma, che lo ha blindato: Quintino Pallante viene rieletto presidente del Consiglio regionale del Molise, ottenendo 16 voti a scrutinio segreto, con due schede nulle e tre bianche. Compatto il sostegno dell'intero centrodestra, che conta 14 consiglieri, ai quali si sono aggiunte due preferenze provenienti dall'area del centrosinistra. La conferma della presidenza a Fratelli d'Italia è arrivata all'indomani del vertice del centrodestra svoltosi ieri a Roma, "dove - recita il comunicato diffuso dopo l'incontro - è stata trovata l'intesa per riconfermare la Presidenza del Consiglio Regionale al partito di Fratelli d'Italia con Quintino Pallante. Confermati anche tutti gli altri membri dell’ufficio di presidenza per il centrodestra. Si è stabilito, altresì, di instaurare un tavolo politico permanente per affrontare le diverse tematiche che riguardano il rafforzamento dell'azione politica istituzionale dell'intera coalizione’’. Insomma Centrodestra molisano unito e compatto, la riconferma di Pallante è un segnale importante che lascia ben sperare per il prosieguo della legislatura. Ora il presidente Roberti dovrà decidere se la stessa sorte toccherà anche alla sua giunta e ai suoi collaboratori. Indubbiamente il tagliando di metà mandato è importante per una Regione che si trova davanti a delle emergenze: sanità, trasporti ferroviari e viabilità, non più rinviabili. In Molise parlare di collegamenti viari e ferroviari significa affrontare una delle questioni più sentite dai cittadini e, allo stesso tempo, una delle più irrisolte. Strade e ferrovie non sono solo infrastrutture, ma il termometro di una regione che da anni chiede di non restare ai margini. La Bifernina continua a rappresentare la principale arteria di collegamento tra la costa e l’entroterra. Ogni giorno è percorsa da lavoratori, studenti e mezzi pesanti, ma resta segnata da criticità strutturali, tratti incompleti e problemi di sicurezza. Un’infrastruttura che dovrebbe garantire scorrimento veloce e affidabilità si trasforma spesso in un percorso a ostacoli, con disagi che ricadono direttamente su cittadini e imprese. Non va meglio sulla Trignina, asse strategico per i collegamenti con l’Abruzzo e per l’economia delle aree interne. Anche qui i limiti infrastrutturali sono evidenti e da tempo segnalati. La mancanza di interventi strutturali frena lo sviluppo e rende più difficili i collegamenti interregionali, penalizzando territori già fragili. Sul fronte ferroviario, la linea Campobasso–Roma resta il simbolo dell’isolamento del Molise. Tempi di percorrenza lunghi, cambi obbligati e collegamenti poco frequenti rendono il viaggio verso la capitale una prova di pazienza quotidiana per pendolari, studenti universitari e lavoratori. Un collegamento inefficiente che pesa sulle scelte di vita, spingendo molti giovani a guardare altrove. Il nodo delle infrastrutture non è solo tecnico, ma politico e sociale. Senza strade sicure e ferrovie moderne, il Molise fatica ad attrarre investimenti, a sostenere il turismo e a contrastare lo spopolamento. Ogni ritardo si traduce in occasioni perse e in un divario sempre più ampio rispetto ad altre regioni. Bifernina, Trignina e linea Campobasso–Roma non possono restare voci ricorrenti nei dibattiti senza tradursi in cantieri e soluzioni concrete. Per il Molise, il tema dei collegamenti non è più rinviabile: è una questione di sviluppo, di diritti e di futuro. Una regione che vuole crescere deve prima di tutto poter essere raggiunta, e permettere a chi la vive di muoversi senza sentirsi isolato".
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