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La curiosità

In Molise la politica si fa beffa della geografia: Campobasso capoluogo pur essendo tra i comuni meno estesi

Campobasso è solo sedicesimo per estensione, con poco più di 56 km², appena davanti a Termoli, che si ferma a 55,9 km². Un dato noto agli addetti ai lavori, ma ancora capace di sorprendere chi associa istintivamente grandezza amministrativa e grandezza geografica

molise, la nuova mappa istat: guglionesi il più esteso, 129 comuni a bassa densità

Al vertice della mappa per superficie c’è Guglionesi, che supera di pochissimo San Martino in Pensilis: entrambi viaggiano oltre la soglia dei 100 chilometri quadrati. Al terzo posto figura Agnone con circa 96 km², seguita da Montenero di Bisaccia (oltre 93 km²) e Larino (circa 88 km²). A completare la Top 10 ci sono Campomarino, Trivento, Rotello, Riccia e Isernia



LA GEOGRAFIA CHE SORPRENDE: UN MOLISE LARGO E SOTTILE
Può una regione essere larga e sottile allo stesso tempo? La nuova fotografia dell’Istat aggiornata al 1° gennaio 2025 per la superficie comunale e al 31 dicembre 2024 per la popolazione residente risponde di sì, con una nitidezza che spiazza i luoghi comuni. Guglionesi è il comune più esteso del Molise, ma a colpire è soprattutto un altro numero: 129 comuni su 136 sono classificati come zone scarsamente popolate. È l’immagine di una coperta ampia che però, nel gioco delle densità, resta tirata su pochi poli urbani.

GUGLIONESI IN VETTA PER ESTENSIONE: UNA LEADERSHIP DI MISURA
Al vertice della mappa per superficie c’è Guglionesi, che supera di pochissimo San Martino in Pensilis: entrambi viaggiano oltre la soglia dei 100 chilometri quadrati, un testa a testa che racconta un equilibrio territoriale costruito su micro-regioni comunali vaste e a bassa urbanizzazione. Al terzo posto figura Agnone con circa 96 km², seguita da Montenero di Bisaccia (oltre 93 km²) e Larino (circa 88 km²). A completare la Top 10 ci sono Campomarino, Trivento, Rotello, Riccia e Isernia: un club eterogeneo, affacciato su aree costiere, interne e alto-molisane, a dimostrazione che l’estensione non è una prerogativa di un solo paesaggio, ma una trama che attraversa l’intera regione.

CAMPOBASSO E TERMOLI FUORI DALLA TOP 10: L’EFFETTO OTTICO DEI CAPOLUOGHI
Se ci si aspetta che il capoluogo coincida con un primato territoriale, il Molise smentisce la regola. Campobasso è solo sedicesimo per estensione, con poco più di 56 km², appena davanti a Termoli, che si ferma a 55,9 km². Un dato noto agli addetti ai lavori, ma ancora capace di sorprendere chi associa istintivamente grandezza amministrativa e grandezza geografica. Qui l’occhio inganna: l’influenza politico-amministrativa dei capoluoghi non si traduce in chilometri quadrati, ma si gioca su densità e servizi.

QUANDO CONTANO LE PERSONE: CAMPOBASSO GUIDA LA POPOLAZIONE
Il quadro cambia se dal perimetro si passa ai residenti. Campobasso è il comune più popoloso del Molise con 47.547 abitanti alla fine del 2024, seguito da Termoli con 31.836 e da Isernia con 20.529. Sopra la soglia dei 10 mila residenti si colloca soltanto Venafro. È una piramide demografica che si rastrema in fretta: pochi poli concentrano la maggior parte dei cittadini, mentre la vasta dorsale dei piccoli e piccolissimi comuni presidia il territorio con numeri modesti. Un avvertimento è d’obbligo: sono dati che risentono del tempo trascorso — oltre 13 mesi — ma la struttura di fondo, quella sì, appare robusta e coerente.

LA DENSITÀ CHE SVELA IL VERO MOLISE
L’indicatore che più di ogni altro scoperchia la realtà è la densità abitativa. Secondo la classificazione Istat, Campobasso è l’unico comune molisano definito densamente popolato. Sono invece sei i comuni a densità intermedia: Montenero di Bisaccia, Isernia, Termoli, Bojano, Venafro e Ferrazzano. Tutti gli altri — 129 centri su 136 — rientrano nella categoria delle zone scarsamente popolate. Tradotto: il Molise è un mosaico di ampie tessere con pochi abitanti, in cui la distanza tra case è spesso anche distanza tra servizi, opportunità, connettività.

PICCOLI COMUNI, GRANDI DISTANZE: IL DATO CHE PESA
Oltre la metà dei comuni molisani conta meno di mille abitanti. Non è solo un numero: è una traiettoria di vita quotidiana. Significa scuole con numeri risicati, una sanità territoriale che deve allungare il passo, amministrazioni comunali chiamate a fare molto con poco. Un’analogia possibile? È come gestire una rete di presidi sparsi su una collina: ogni luce resta accesa, ma il dispendio di energia è alto e la manutenzione richiede costanza, risorse, pianificazione.

GLI ESTREMI DELLA CARTA: MOLISE, CASTELVERRINO, PIETRACUPA E SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI
All’estremo opposto della scala per superficie si colloca il comune di Molise, con poco più di 5 chilometri quadrati. Subito accanto c’è Castelverrino — che detiene un altro primato, quello del minor numero di residenti, sotto quota cento — e Pietracupa. Tra i piccoli per estensione si annovera anche San Giacomo degli Schiavoni, che confina con Termoli. È l’altra faccia della medaglia: laddove il perimetro stringe, spesso stringe anche il bacino demografico.

PROVINCE A CONFRONTO: DUE DENSITÀ, UNA STESSA QUESTIONE
La regione copre complessivamente oltre 446 mila ettari. La densità abitativa fotografa un divario moderato: 77,4 abitanti per chilometro quadrato nella provincia di Campobasso e 56,8 in quella di Isernia. Differenze che contano quando si programmano trasporti, sanità, scuole, digitalizzazione. Ma la domanda resta: la geografia amministrativa attuale è la più adatta a sostenere questa distribuzione della popolazione? O serve, almeno in parte, ripensare le geometrie, potenziare unioni tra comuni, condividere servizi, investire in collegamenti tra i centri a densità intermedia e i territori scarsamente popolati?

STRATEGIE PER TERRITORI “LARGHI”: DAL PRESIDIO DEI SERVIZI AL CAPITALE SOCIALE
Non servono slogan, servono leve concrete orientate dai dati. Alcune direttrici emergono con chiarezza dal quadro Istat: - Rafforzare i poli di densità intermedia (Montenero di Bisaccia, Isernia, Termoli, Bojano, Venafro, Ferrazzano) come cerniere funzionali: snodi di trasporto, sanità territoriale, istruzione e servizi digitali capaci di irradiare benefici nei comuni limitrofi. - Sostenere i piccoli comuni sotto i mille abitanti con reti stabili di servizi condivisi: dalla gestione dei rifiuti alle segreterie scolastiche, fino agli sportelli unici per le imprese. - Investire nella connettività fisica e digitale: in un territorio ampio e rarefatto, la banda ultralarga e collegamenti affidabili valgono quanto una nuova piazza. - Promuovere filiere locali legate all’agroalimentare e al turismo lento, coerenti con estensioni ampie e densità ridotte, evitando dispersioni.

IL “PARADOSSO” CAPOVOLTO: ESTENSIONE NON È FORZA, DENSITÀ NON È DESTINO
C’è un paradosso apparente che scorre in filigrana: i comuni più estesi non sono necessariamente i più forti, e quelli più densi non sono condannati a congestionarsi. La leva decisiva è nell’equilibrio tra spazio e servizi, tra comunità e infrastrutture. Guglionesi e San Martino in Pensilis, con i loro “cento e oltre” chilometri quadrati, possono essere laboratori di politiche territoriali innovative; Campobasso, unico comune densamente popolato, può funzionare da catalizzatore senza diventare imbuto.

UNA FOTOGRAFIA DINAMICA: DATI DA AGGIORNARE, PRIORITÀ DA AFFINARE
I numeri sulla popolazione fanno riferimento al 31 dicembre 2024 e hanno alle spalle oltre 13 mesi di distanza. È ragionevole attenderne l’aggiornamento, ma la struttura che compongono — poli di media e alta densità circondati da una costellazione di piccoli comuni — difficilmente si rovescerà. La pianificazione pubblica può allora anticipare le tendenze, innestando correttivi dove la rarefazione demografica rischia di diventare isolamento amministrativo.

## LE STORIE DIETRO LE CIFRE
Ogni dato suggerisce una storia. A Castelverrino, con meno di cento abitanti, la dimensione comunitaria è tutto; a Molise e Pietracupa l’estensione contenuta impone una gestione chirurgica del bilancio; a San Giacomo degli Schiavoni pesa il rapporto con Termoli, vicino e attrattivo. E poi ci sono Isernia, Riccia, Rotello, Trivento, Larino, Montenero di Bisaccia, Campomarino: nomi che, elencati nella Top 10 dell’estensione, raccontano un territorio che si misura in chilometri, certo, ma si capisce davvero solo guardando a come quei chilometri sono vissuti.

### METODO E ORIZZONTE TEMPORALE: L’AGGIORNAMENTO ISTAT 2025
La lettura corretta dei dati passa per le date: superficie territoriale aggiornata al 1° gennaio 2025; popolazione residente al 31 dicembre 2024. È un perimetro temporale che consente confronti omogenei e invita a considerare la dimensione dinamica della demografia. La sostanza resta: 129 comuni su 136 sono zone scarsamente popolate, un segnale nitido che interroga politiche, risorse e priorità.

DOMANDA FINALE: CHILOMETRI QUADRATI O QUALITÀ DI VITA?
La carta geografica è un punto di partenza, non un destino. La sfida del Molise sta nel trasformare l’ampiezza dei suoi comuni in un vantaggio competitivo, evitando che la rarefazione diventi sinonimo di rinuncia. La densità, da sola, non basta a misurare il benessere. La qualità di vita cresce dove servizi, comunità e lavoro trovano un baricentro. La fotografia Istat offre lo sfondo; spetta alla politica e alle comunità scegliere la messa a fuoco.

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