La storia
17.03.2026 - 14:54
La ragazza era ricoverata al Neuromed di Pozzilli (Isernia), dove era stata trasferita in condizioni gravissime dopo essere stata colpita alla testa con una grossa pietra, la stessa usata per uccidere moglie e figlio minore. Oggi è una bella giornata: vedere Antonia che va via dal Neuromed con le sue gambe ci ripaga di tutte le ansie, delle paure e delle preoccupazioni che abbiamo avuto durante il primo periodo della degenza, nella fase acuta", dice il direttore sanitario del Neuromed Fulvio Aloj
Antonia, l'unica sopravvissuta alla strage familiare di Paupisi (Benevento) la notte del 30 settembre scorso, è tornata a casa dopo mesi di cure dopo aver lottato tra la vita e la morte. Antonia è la figlia di Elisa Polcino (49 anni) ed è la sorella di Cosimo (15 anni), entrambi uccisi dal padre, Salvatore Ocone, di 59, dopo essere stati colpiti con una grossa pietra, la stessa con la quale era stata ridotta in fin di vita lei. Le due donne erano a letto mentre Cosimo venne aggredito nel soggiorno dell'abitazione. Salvatore dopo la strage caricò i due ragazzi sulla Opel a bordo della quale si mise in viaggio per poi essere fermato e catturato alle porte del Molise. Ad annunciare il ritorno a casa è stato il sindaco di Paupisi Salvatore Coletta con un post: "Dopo sei lunghi mesi di paura, di attesa, di preghiere e di speranza, Antonia è finalmente tornata a casa. Una ragazzina di soli sedici anni che ha lottato con una forza straordinaria, affrontando il dolore con un coraggio che ha commosso e unito tutta Paupisi. Il paese ha seguito passo dopo passo il suo percorso: dal risveglio ai primi segnali di miglioramento, fino alla riabilitazione che ha riacceso la speranza. Oggi - conclude il sindaco - quella speranza è diventata un abbraccio collettivo". E, lei, al sindaco: "Grazie a tutti per l'amore che mi avete donato".
"Oggi è una bella giornata: vedere Antonia che va via dal Neuromed con le sue gambe ci ripaga di tutte le ansie, delle paure e delle preoccupazioni che abbiamo avuto durante il primo periodo della degenza, nella fase acuta". Così Fulvio AloJ, direttore sanitario dell'Irccs Neuromed di Pozzilli, commenta le dimissioni di Antonia Ocone, la 17enne sopravvissuta alla strage familiare di Paupisi del 30 settembre scorso. La ragazza, ricoverata da sei mesi nell'istituto molisano dopo essere stata colpita gravemente alla testa dal padre Salvatore Ocone, ha affrontato prima la fase critica in terapia intensiva e poi un lungo percorso di riabilitazione. Oggi ha lasciato l'ospedale per tornare a casa.Aloi ha voluto ringraziare tutto il personale che ha seguito la giovane durante il ricovero: "Devo ringraziare tutti i colleghi che hanno partecipato a questa situazione così triste per arrivare a questo risultato. I colleghi della terapia intensiva, i neurochirurghi e soprattutto i colleghi della neuroriabilitazione che l'hanno seguita più a lungo". Durante i mesi di degenza, ha aggiunto il direttore sanitario, si è creato anche un forte legame umano con l'équipe medica: "Si è stabilito quasi un rapporto di tipo familiare. La stessa paziente e la zia hanno pianto dicendo che dispiaceva andare via. Ma buon per lei che è andata via e noi le auguriamo veramente tutto il bene".
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