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L'analisi della Cgia di Mestre

I dipendenti del Nord guadagnano il doppio di quelli del Sud, con il Molise il divario è abissale

È la Lombardia la regione con gli stipendi medi più alti (2.254 euro lordi al mese). I lavoratori del settore privato di Campobasso guadagnano 1.428 euro mensili, mentre quelli di Isernia guadagnano mediamente 1.318 euro

I dipendenti del Nord guadagnano il doppio di quelli del Sud, con il Molise il divario è abissale

Sebbene le gabbie salariali siano state abolite nel 1972, oltre 50 anni di applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (Ccnl) non hanno mitigato le marcate differenze retributive tra le regioni italiane. Per la Cgia queste disuguaglianze salariali molto marcate sono legate al caro-vita e alla produttività che sono nettamente superiori al Nord rispetto al Sud.

Italia a due velocità anche per quanto riguarda le retribuzioni tra i lavoratori dipendenti privati del Nord e quelli del Sud. Secondo quanto emerge da una elaborazione della Cgia di Mestre, su dati Inps, è la Lombardia la regione con gli stipendi medi più alti (2.254 euro lordi al mese), fanalino di coda la Calabria (1.181 euro). I dati sono riferiti al 2023. Nella graduatoria nazionale il Molise si colloca al 15 esimo posto con 1.397 euro. Nel confronto tra le due province, i lavoratori del settore privato di Campobasso hanno retribuzioni più 'pesanti', pari a 1.428 euro mensili, mentre quelli di Isernia guadagnano mediamente 1.318 euro.

Le differenze retributive tra i lavoratori dipendenti privati del Nord e i colleghi del Sud sono evidentissime: se i primi percepiscono una busta paga di circa 2mila euro lordi al mese, quella dei secondi, invece, sfiora i 1.350. In buona sostanza nel settentrione si guadagna mediamente quasi il 50% in più; pari, in termini monetari, a +8.450 euro lordi all'anno. E sebbene le gabbie salariali siano state abolite nel 1972, oltre 50 anni di applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (Ccnl) non hanno mitigato le marcate differenze retributive tra le regioni italiane, anche se l'obbiettivo, in linea di massima, è stato raggiunto solo a livello intra-settoriale. È chiaro - per la Cgia - che queste disuguaglianze salariali molto marcate sono legate al caro-vita e alla produttività che sono nettamente superiori al Nord rispetto al Sud; al fatto che i valori retributivi medi sono condizionati negativamente dalla presenza dei contratti a termine (part time involontario, stagionali, intermittenti, etc.), che gravitano in particolare nel Mezzogiorno e alla concentrazione delle multinazionali, dei grandi gruppi industriali e degli istituti di credito/finanziari/assicurativi che, rispetto alle Pmi, erogano stipendi più pesanti, ma non sono distribuiti uniformemente lungo tutto lo stivale. La presenza di queste realtà, infatti, si raccoglie, in particolar modo, nelle grandi aree urbane del Nord.

Nel 2023 il monte salari lordo erogato ai 17,3 milioni di lavoratori dipendenti privati presenti in Italia ha toccato i 411,3 miliardi di euro: equivalenti ad una retribuzione media mensile lorda di 1.820 euro, il 3,5% in più rispetto al 2022, anche se l'inflazione, sempre l'anno scorso, è cresciuta molto di più, per l'esattezza il 5,7%. Va segnalato, infine, che oltre il 60% dell'ammontare complessivo delle retribuzioni erogate nel Paese sono state pagate ai lavoratori del Nord Secondo la Cgia l'area geografica con gli stipendi medi più alti è Milano: nel capoluogo regionale lombardo la retribuzione mensile media nel 2023 è stata di 2.642 euro. Seguono i dipendenti privati di Monza-Brianza con 2.218 euro e i lavoratori delle province ubicate lungo la via Emilia. Ovvero, Parma con una busta paga lorda di 2.144 euro, Modena con 2.129 euro, Bologna con 2.123 euro e Reggio Emilia con 2.072 euro. Nella graduatoria nazionale che include 107 province, la prima realtà geografica del Mezzogiorno è Chieti che occupa il 55/o posto con una retribuzione mensile media di 1.598 euro. Infine, tra le province con le retribuzioni più "leggere" ci sono Trapani con 1.143 euro, Cosenza con 1.140 euro e Nuoro con 1.129 euro. Maglia nera a livello nazionale è Vibo Valentia, dove i dipendenti occupati in questo territorio percepiscono uno stipendio mensile medio di soli 1.030 euro.

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